L’IRAP va valutata considerando struttura organizzativa, attività esercitata, compensi, collaborazioni e modalità operative. Per ASD e SSD non è un tema da trattare in automatico: serve capire come l’ente opera davvero.
Quando conviene approfondire
- quando l’ente ha collaboratori, istruttori o struttura organizzata
- quando crescono attività, ricavi o costi del personale
- prima della chiusura annuale e della predisposizione dichiarativa
- quando non è chiaro se l’ente abbia una base imponibile rilevante
Cosa viene verificato
Errori da evitare
- escludere o applicare l’IRAP senza analisi
- non distinguere attività istituzionale e commerciale
- trascurare il collegamento tra compensi e struttura organizzativa
- arrivare alla dichiarazione senza aver ordinato i dati
Il metodo di lavoro
Il metodo corretto è partire dai fatti: attività svolta, organizzazione, costi, documenti e rapporti. Solo dopo si valuta il trattamento più prudente e sostenibile.
Possiamo aiutarti: chiedi una consulenza riservata per valutare il caso concreto.
Approfondimento tecnico
- retribuzioni per lavoro dipendente e redditi a questi assimilati;
- compensi per prestazione occasionale di lavoro autonomo, non esercitato abitualmente.
- le retribuzioni pagate al personale dipendente e redditi assimilati;
- i compensi erogati per prestazioni di lavoro autonomo non abituale;
- gli interessi passivi. Una volta determinata la base imponibile, per determinare l’ammontare dell’Irap dovuta si applicherà la percentuale del 4,25 per cento (o altra aliquota prevista da legge regionale).
- i contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro;
- le spese relative agli apprendisti, ai disabili e al personale assunto con contratti di formazione lavoro;
- i compensi, i premi, i rimborsi forfetari e le indennità di trasferta corrisposti a sportivi dilettanti.
