Rendere ricostruibili le entrate commerciali
Per ASD e SSD che applicano o valutano il regime della legge 398/1991, la presenza di una fattura o di una ricevuta non basta da sola. Lo studio di commercialisti verifica se il provento possa essere ricondotto a controparte, attività svolta, documento emesso e incasso. Quote, contributi, corrispettivi e sponsorizzazioni vanno esaminati alla luce di statuto, delibere, contratti e fatti effettivi, non soltanto della causale indicata.
Per i soggetti che hanno esercitato l’opzione, la norma prevede l’esonero dagli specifici obblighi di tenuta delle scritture contabili e dagli obblighi IVA richiamati, ma impone di annotare i proventi commerciali nella distinta o dichiarazione d’incasso prevista. L’esonero non rende superflua una gestione ordinata dei documenti necessari a ricostruire le operazioni.
Ordinare fatture e supporti
Per ogni movimento sono utili titolo del versamento, controparte, prestazione, fattura o altro documento disponibile, prova dell’incasso e accordo collegato. Le fatture emesse e di acquisto devono essere numerate progressivamente per anno solare e conservate secondo la disposizione. Un archivio coerente consente di collegare registrazioni, contratti e flussi di pagamento senza attribuire alle singole somme una qualificazione automatica.
Impostare i controlli operativi
Lo studio esamina campioni documentali e prospetti delle entrate, individua le informazioni mancanti e definisce le priorità con il direttivo. Il confronto chiarisce quali documenti raccogliere, quali flussi monitorare e quali passaggi contabili coordinare, mantenendo distinta la verifica del regime dalla valutazione di ogni rapporto o incasso concreto.
Fonte: L. 398/1991, art. 2.
