
Nella consulenza fiscale associazioni e ASD, definire un’entrata come “marginale” non risolve gli adempimenti. Per le imposte dirette occorre anzitutto verificare se l’ente rientra nelle condizioni della legge 398/1991, se l’opzione è stata esercitata e quale sia l’ammontare dei proventi commerciali. La verifica IRAP va invece affrontata come analisi distinta, sulla disciplina applicabile al periodo e sui dati effettivi dell’ente.
La legge 398/1991 disciplina il proprio regime per IVA e imposte sui redditi; non offre, nelle disposizioni qui considerate, una disciplina completa di presupposto, base imponibile, dichiarazione e versamenti IRAP. Trasferire alla verifica IRAP il criterio previsto per il reddito imponibile sarebbe quindi una semplificazione non supportata da queste norme.
In sintesi
- La legge 398/1991 riguarda le associazioni e società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro che soddisfano le condizioni indicate dall’articolo 1.
- Il limite indicato dalla norma è di 400.000 euro di proventi da attività commerciali nel periodo d’imposta precedente.
- Nel regime, il reddito imponibile è determinato applicando il coefficiente del 3% ai proventi commerciali e aggiungendo le plusvalenze patrimoniali.
- Il superamento del limite nel periodo d’imposta fa cessare l’applicazione della legge dal mese successivo.
- Per gli enti del Terzo settore richiamati dall’articolo 89 del D.Lgs. 117/2017, la legge 398/1991 non si applica.
- La valutazione IRAP richiede un dossier autonomo e la verifica della disciplina pertinente al caso.
Consulenza fiscale per associazioni e ASD: la domanda da separare
Un’associazione può ricevere quote, contributi, corrispettivi, sponsorizzazioni o incassi collegati a iniziative specifiche. L’espressione “attività commerciale marginale” può descrivere una situazione gestionale, ma l’articolo 1 della legge 398/1991 richiede di verificare un dato preciso: i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali.
La prima decisione non è quindi scegliere un trattamento in base alla dimensione apparente dell’entrata. Occorre ricostruire ogni operazione, la sua causale, la controparte, il contratto o la delibera, il documento emesso e l’incasso. Solo dopo questa ricostruzione è possibile esaminare le condizioni del regime delle imposte dirette e predisporre separatamente gli elementi necessari alla verifica IRAP.
Imposte dirette nel regime della legge 398/1991
L’articolo 1 della legge 398/1991 consente ai soggetti che rientrano nel suo perimetro di optare per l’applicazione dell’IVA e delle imposte sui redditi secondo l’articolo 2. L’articolo 2 stabilisce che il reddito imponibile sia determinato applicando il coefficiente di redditività del 3% all’ammontare dei proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali e aggiungendo le plusvalenze patrimoniali.
Questo è il punto tecnico da tenere distinto: il coefficiente del 3% riguarda il reddito imponibile nel regime previsto dalla legge 398/1991. Non è una formula generale per tutte le entrate dell’ente, né una regola da utilizzare per ricostruire la posizione IRAP.
Condizioni di accesso e limite dei proventi commerciali
L’articolo 1 individua associazioni e società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro, affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti nazionali di promozione sportiva riconosciuti, che svolgono attività sportive dilettantistiche. Il limite è riferito ai proventi commerciali conseguiti nel periodo d’imposta precedente e non può superare 400.000 euro.
Il controllo deve perciò considerare insieme identità dell’ente, attività effettivamente svolta, affiliazione e proventi commerciali. Lo statuto e la denominazione dell’ente sono documenti importanti, ma non sostituiscono la verifica delle ulteriori condizioni previste dalla disposizione.
Opzione, durata e superamento del limite
L’opzione ha effetto dal primo giorno del mese successivo a quello dell’esercizio. La legge stabilisce che operi fino a revoca e, in ogni caso, per almeno un triennio: la revoca non elimina il periodo minimo triennale previsto dalla norma.
Per i soggetti che iniziano l’esercizio di attività commerciali, l’articolo 1 richiama l’opzione nella dichiarazione prevista dall’articolo 35 del DPR 633/1972. La stessa disposizione attribuisce effetti dell’opzione anche alle imposte sui redditi e prevede la comunicazione agli uffici delle imposte dirette entro trenta giorni.
Se i proventi commerciali superano 400.000 euro nel corso del periodo d’imposta, le disposizioni della legge 398/1991 cessano di applicarsi dal mese successivo al superamento. Un prospetto aggiornato delle entrate commerciali è quindi utile soprattutto quando sponsorizzazioni, eventi o vendite sono concentrati in alcuni mesi.
ASD, SSD, APS, ODV ed ETS: perimetri da non sovrapporre
Per le ASD si verificano le condizioni dell’articolo 1 della legge 398/1991. Per le SSD, l’articolo 90 della legge 289/2002 estende le disposizioni della legge 398/1991 alle società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di lucro.
La fonte non consente di assimilare automaticamente a questo perimetro associazioni culturali, APS, ODV o enti che svolgono solo in parte attività sportive. Per gli enti del Terzo settore di cui all’articolo 79, comma 1, l’articolo 89 del D.Lgs. 117/2017 esclude l’applicazione della legge 398/1991. La posizione dell’ente rispetto al Terzo settore va pertanto esaminata prima di impostare il controllo sul regime sportivo.
Per organizzare i documenti societari e associativi può essere utile consultare Approfondisci: l’approfondimento sulla coerenza tra statuto e gestione dell’ente non profit.
IRAP: una verifica autonoma rispetto al reddito forfetario
Le fonti considerate disciplinano l’accesso alla legge 398/1991 e la determinazione del reddito imponibile nel relativo regime. Non indicano una disciplina completa per stabilire, nel singolo caso, gli adempimenti IRAP dell’ente. Non è quindi possibile ricavare da tali disposizioni aliquote, base imponibile, dichiarazione, versamenti o compensazioni IRAP.
La conseguenza operativa è netta: la verifica sul reddito forfetario e la verifica IRAP devono restare su fascicoli distinti. Il primo fascicolo riguarda perimetro soggettivo, opzione, proventi commerciali, plusvalenze e soglia; il secondo richiede l’analisi della disciplina IRAP vigente e dei dati rilevanti dell’ente. La raccolta dei documenti facilita questo esame, ma non sostituisce la qualificazione professionale delle componenti del caso.
Percorso diagnostico per imposte dirette e IRAP
- Identificare l’ente. Raccogliere statuto vigente, forma dell’ente, documentazione sull’attività sportiva dilettantistica e affiliazione, quando si valuta la legge 398/1991.
- Ricostruire i proventi commerciali. Collegare a ogni entrata causale, controparte, contratto o delibera, documento emesso e incasso; predisporre un prospetto del periodo precedente e di quello in corso.
- Verificare l’opzione e il limite. Esaminare gli atti e le comunicazioni disponibili, il rispetto della soglia di 400.000 euro e l’eventuale mese di superamento.
- Aprire un dossier IRAP separato. Riunire rendiconto o bilancio, prospetti di compensi e collaborazioni, contratti, documenti di spesa, estratti conto, dichiarazioni e versamenti già disponibili. Se i documenti sono incompleti o le entrate non sono riconciliabili, annotare le lacune prima della valutazione.
Quando richiedere una valutazione sul caso
È opportuno coinvolgere lo studio prima di presentare dichiarazioni o effettuare versamenti quando sono presenti entrate miste, sponsorizzazioni, compensi o collaborazioni, variazioni nell’attività svolta, vicinanza al limite dei proventi o documenti non allineati. Alessio Ferretti STP, studio di commercialisti, può esaminare e gestire professionalmente il caso concreto nel perimetro fiscale, contabile e documentale dell’ente; alcuni passaggi possono richiedere un professionista abilitato in base al caso concreto.
Per una prima valutazione, indicare la situazione da verificare, l’eventuale urgenza legata a dichiarazioni, versamenti o superamento del limite e i documenti disponibili: statuto, prospetto delle entrate, documentazione di affiliazione o iscrizione, contratti commerciali e dichiarazioni già presentate. Richiedi una prima valutazione.
FAQ su attività commerciale, imposte dirette e IRAP
Il limite di 400.000 euro riguarda tutte le entrate dell’ente?
L’articolo 1 della legge 398/1991 fa riferimento ai proventi conseguiti dall’esercizio di attività commerciali nel periodo d’imposta precedente. La ricostruzione deve concentrarsi sulle operazioni da esaminare in tale perimetro.
Il coefficiente del 3% si applica alla verifica IRAP?
Il coefficiente è previsto dall’articolo 2 della legge 398/1991 per il reddito imponibile nel regime delle imposte dirette. Le fonti qui richiamate non consentono di usarlo per definire la posizione IRAP.
Una SSD può valutare il regime della legge 398/1991?
L’articolo 90 della legge 289/2002 estende la disciplina alle SSD costituite in società di capitali senza fine di lucro. Restano da verificare le altre condizioni dell’articolo 1 della legge 398/1991.
Un ente del terzo settore può applicare la legge 398/1991?
Per gli enti del Terzo settore di cui all’articolo 79, comma 1, l’articolo 89 del D.Lgs. 117/2017 esclude l’applicazione della legge 398/1991.


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