LE ATTIVITÀ CONSIDERATE “NON COMMERCIALI”

Le associazioni sportive dilettantistiche possono considerare “non commerciali”, con i conseguenti vantaggi fiscali, determinate attività rese nell’ambito della vita associativa, a condizione, però, che abbiano redatto l’atto costitutivo e lo statuto nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata…

Le associazioni sportive dilettantistiche possono considerare “non commerciali”, con i conseguenti vantaggi fiscali, determinate attività rese nell’ambito della vita associativa, a condizione, però, che abbiano redatto l’atto costitutivo e lo statuto nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata e che in essi siano presenti ulteriori clausole (articolo 148, comma 8, del TUIR). Tra queste:
  • il divieto di distribuire utili o avanzi di gestione;
  • l’obbligo, in caso di scioglimento, di devoluzione del patrimonio a fini di pubblica utilità;
  • l’obbligo di redazione di un rendiconto annuale economico e finanziario;
  • l’intrasmissibilità della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte.
Ad esempio, non si considera mai “commerciale” l’attività svolta nei confronti dei propri associati in conformità agli scopi istituzionali. A prescindere dal rispetto delle citate clausole, le quote o contributi associativi incassati non concorrono a formare il reddito dell’ente. In ogni caso, si considera di natura commerciale l’attività resa dietro corrispettivi specifici. E’ prevista una deroga a tale principio in base alla quale non vengono considerate di natura commerciale (e quindi non sono tassabili) le operazioni svolte in conformità allo statuto e in attuazione del fine istituzionale dell’ente, anche se comportano prestazioni dietro corrispettivi specifici. Inoltre, con un’ulteriore deroga il legislatore ha previsto che la cessione di pubblicazioni anche a terzi non soci dietro corrispettivo non è considerata commerciale se le stesse vengono cedute, prevalentemente, agli associati. Vi sono delle attività considerate comunque oggettivamente commerciali. Tra esse:
  • cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita;
  • erogazioni di acqua, gas, energia elettrica e vapore;
  • gestione di fiere ed esposizioni a carattere commerciale;
  • gestione di spacci aziendali e di mense; – somministrazione di pasti;
  • prestazioni di trasporto e di deposito;
  • organizzazioni di viaggi e di soggiorni turistici;
  • prestazioni alberghiere e di alloggio;
  • prestazione di servizi portuali ed aeroportuali;
  • telecomunicazioni e radiodiffusioni;
  • pubblicità commerciale.